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Teatro alla Scala, la nuova e ultima stagione di Manuel Legris

Di Francesca Pedroni 29/05/2024
Teatro alla Scala, la nuova e ultima stagione di Manuel Legris
Agnese Di Clemente e Claudio Coviello nello Schiaccianoci di Nureyev (ph Brescia-Amisano)

MILANO Con il sovrintendente Dominique Meyer a lasciare il Teatro alla Scala sarà anche il direttore del Ballo, Manuel Legris. A chiarire ogni dubbio a riguardo è stato lo stesso Legris durante la conferenza stampa di presentazione della stagione d’opera e di balletto 2024/2025 del Teatro. “Il mio contratto scade a novembre 2025, in quel momento me ne andrò, questa è la mia ultima stagione”. Felice del lavoro svolto con i ballerini negli anni della sua direzione, dei successi ottenuti dal Corpo di Ballo sia in Teatro che all’estero come è stato nella recente tournée a Shangai e a Hong Kong e come è in questi giorni a Milano con La Bayadère, Legris, che con Meyer lavora dai tempi della direzione dello Staatsballett di Vienna, non programmerà, prima di andarsene, la stagione di balletto 2025/2026, ma resterà accanto alla compagnia per i titoli della sua stagione, preferendo chiudere il suo mandato all’apice del sodalizio con il sovrintendente uscente.

Meyer da parte sua, prima di presentare alla stampa la sua ultima stagione scaligera (per l’opera titoli di Verdi, Wagner, Puccini, l’Onegin di Ciaikovsky con regia di Mario Martone e una rara serata Kurt Weill) ha voluto riassumere, numeri alla mano, i successi di bilancio degli anni post-covid tra incassi di biglietteria, sponsorizzazioni (più alte delle entrate pubbliche), opere di rinnovamento e modernizzazione, progetti di inclusione e accessibilità, crescita del ballo. “Sono stato felice di avere al mio fianco Manuel Legris” ha dichiarato. “Lo conosco da quando aveva 22 anni e danzava all’Opéra di Parigi, di cui ero sovrintendente, sotto la direzione di Nureyev di cui è l’erede”.  Quanto a La Bayadère: “Domenica Nicoletta Manni (nominata étoile da Meyer e Legris lo scorso novembre ndr.) ha fatto volare il teatro, è stata straordinaria, e con lei suo marito Timofej Andrijashenko e le Ombre dell’atto bianco, purissima poesia”.  

Ma veniamo alla stagione di Legris: apre Lo schiaccianoci di Nureyev il 17 dicembre con la classica anteprima Under30, ospite il 18 e il 20 Hugo Marchand, repliche fino al 12 gennaio 2025. Trittico contemporaneo tra il 28 febbraio e il 12 marzo con la ripresa di Solitude Sometimes di Philippe Kratz, Annonciation di Angelin Preljocaj e una nuova produzione della Carmen di Shchedrin a firma Patrick De Bana, con Roberto Bolle in quattro repliche. Il 3 marzo in scena il tradizionale appuntamento con La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, mentre dall’8 al 18 aprile in cartellone una nuova produzione del Peer Gynt di Edward Clug. Il Gala Fracci è in programma il 15 maggio. Un’altra produzione Scala per Paquita nella versione di Pierre Lacotte. Il balletto nella sua interezza non è mai stato fatto nel teatro milanese, le scene e i costumi saranno di Luisa Spinatelli. Ultimo titolo prima della pausa estiva, Il lago dei cigni nella versione Nureyev. Tra settembre e ottobre tocca al trittico di John Neumeier dedicato al mondo dei Balletti Russi, con Petrushka, L’Après-midi d’un faune, Le Pavillon d’Armide, in date da definirsi presenza di Roberto Bolle. Chiusura a novembre con un grande ritorno: Serata William Forsythe – The Blake Works.

Quanto al futuro della direzione del ballo, i nomi su cui si vocifera sono due. Roberto Bolle, 50 anni il prossimo marzo, legatissimo al Teatro alla Scala, che è la casa da cui è partita la sua carriera di étoile internazionale e dove è puntualmente ospite e artista che, anche nelle sue trasmissioni televisive e tournée, ha sempre coinvolto ballerini del teatro, in primis Nicoletta Manni, e Eleonora Abbagnato, già étoile dell’Opéra di Parigi, attualmente direttrice del Ballo all’Opera di Roma. Con l’arrivo del nuovo sovrintendente Fortunato Ortombina si scioglierà la questione.

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