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Pro e contro

SASHA WALTZ E JOHANNES OHMANN A BERLINO. UPDATE

Duato lascia, Ohman entra prima del previsto

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BERLINO.( 20/3/2017)  Contrariamente al precedente ruolino di marcia che prevedeva l'entrata della nuova coppia di direttori Sacha Walz e Johannes Ohmann nel giugno 2019, il Berliner StaatsBallett vedrà un cambio di direzione già a luglio 2018. Duato infatti ha chiesto e ottenuto dal Senatore per la Cultura berlinese di chiudere anticipatamente il suo incarico di direttore nel luglio 2018. Gli subentrerà subito dopo Ohmann che dirigerà per un anno da solo la formazione tedesca prima dell'arrivo della sua compagna di avventura. Ma di questo possiamo anticipare che parleremo prossimamente su Danza & Danza.

 

 

Nervosismo e mlumore hanno accolto a Berlno la notizia che dal 2019 lo StaatsBallett, attualmente diretto da Nacho Duato, verrà affidato alla guida di Sasha Waltz e Johannes Ohmann.Ovvero alla coreografia più in vista della Germania dopo Pina e al valente direttore del Royal Swedish Ballet.

Perché queste reazioni? Proprio per la natura del doppio incarico che vorrebbe la Waltz nel ruolo di coreografa e responsabile artistica e Ohmann alle prese con le rogne gestionali.

I ballerini dello Staatsballett, di formazione classico-accademica sono immediatamente insorti contestando al sindaco della città la tempistica dell'annuncio ( in vista delle elezioni politiche dei prossimi giorni) e la scelta della Waltz, ritenuta non adatta allo sviluppo e alla gestione di una compagnia di balletto di tradizione. Una contestazione non di merito nei confronti dell'autrice, quanto legata alle preoccupazioni che le nuove linee artistiche potrebbero stravolgere l'identità e la funzione culturale della più grande compagnia di balletto tedesca ( nata dalla fusione delle tre compagnie berlinesi post riunificazione).

La protesta dei danzatori ( che hanno aperto una petizione: https://www.change.org/p/rettet-das-staatsballett-save-staatsballett?recruiter=595639382&utm_source=petitions_show_components_action_panel_wrapper&utm_medium=copylink) tocca una serie di questioni che non riguardano solo la realtà berlinese.

Certo è che la Waltz è da tempo alla ricerca di una sua stabilità artistica e creativa: basti ricordare le due candidature al Ballet de Marseille e allo Stuttgart Ballett, che denotano un'impellenza tale da approdare anche in realtà artistiche storicamente diverse dalla sua.

Da parte sua l'artista, che per altro non lascerà la Sasha Waltz & Guests ( di cui si occuperà il marito manager) ha annunciato che nei suoi progetti c'è l'idea di occuparsi del 50% del lavoro dei berlinesi, con tre creazioni l'anno, lasciando il resto del lavoro al collega svedese.

E' comunque vero anche che progetti simili, già in atto, sono estremamente delicati e ancora tutti da valutare: si prenda il caso del Royal Ballet of Flanders oggi nelle mani di Sidi Larbi Cherkaoui e Tamas Moricz.

Tuttavia va anche detto che neppure la gestione Duato sembra essere particolarmente brillante e lo stato della compagnia è da tempo agitato. Lo attestano i numerosi scioperi per il rinnovo dei contratti che ha funestato la passata stagione; il flop di pubblico dei programmi moderni; le critiche negative alle produzioni Duato di classici come Schiaccianoci e Bella Addormentata.

Il dibattito sta infuocando non solo la politica tedesca ma la comunità internazionale della danza, via web e social.Vedremo gli esiti. Certo è che la situazione berlinese è solo la punta dell'iceberg di una tendenza nella gestione attuale della politica culturale europea che come si vede anche altrove sta velocemente deteriorando il faticoso lavoro di affermazione, consolidamento e mantenimento del teatro coreografico di tradizione.

In apertura foto di Davis/David Darmer

20/03/2017

Silvia Poletti

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