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Intervista

Natalia Osipova: "Danza Pura" on line

Fino al 1° maggio on line sul Sadler's Wells Digital Stage

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È un dato che i danzatori sentano spesso il bisogno di nuove sfide e di lavorare duro. Nel caso di Natalia Osipova si può dire che per entrambe le cose la ballerina russa sia ben oltre la norma comune. “In questi ultimi sei mesi non mi è mai riuscito pensare a cosa dovrò fare la settimana prossima o addirittura domani. Mi limito a pensare cosa ho da fare fra un’ora”, confessa con un sorriso, che riflette più entusiasmo che fatica. 

La incontriamo al Sadler's Wells dove Osipova è intenta a provare Pure Dance, il suo ultimo spettacolo a più titoli, con tre novità, nel quale interpreta ben cinque coreografie delle sei in programma. Allo stesso tempo è impegnata anche con le prove della nuova stagione al Royal Ballet, dove il suo primo impegno sarà la première della ripresa di Mayerling di Kenneth MacMillan. E’ reduce anche dal debutto in agosto a Costa Mesa, California, della nuova creazione del coreografo Vladimir Varnava, Isadora (balletto in due atti che omaggia la pioniera della modern dance), in cui lei interpreta, incarnandola alla perfezione, la Duncan. “Sento di comprendere Isadora”, confessa, “come ballerina ho sempre cercato la libertà artistica e nuove strade per esprimere la mia individualità. Pur facendo parte del Royal Ballet, continuo a lottare per la mia indipendenza. Il suo spirito rivoluzionario e il suo essere una pioniera nella arte come nella vita mi attraggono enormemente”.

Osipova, oggi al culmine della sua carriera (ha appena compiuto 32 anni), non ha mai scelto le strade più facili. L'anno dopo essere stata promossa Prima ballerina al Bolshoi, nel 2010, insieme al suo partner e compagno di allora, Ivan Vasiliev, lasciò la compagnia moscovita per entrare nel Mikhailovsky Ballet, dove, a sue dire “aveva maggior libertà”. Ha poi danzato come guest in molte compagnie come l'American Ballet Theatre e La Scala, e fu proprio dopo un'ospitalità al Royal Ballet che le venne offerto un contratto da Principal dancer a Londra. Era il 2013.

La sua tecnica virtuosistica e il carisma teatrale fin dall'inizio l'avevano destinata alla celebrità, ma sono stati soprattutto il suo talento drammatico e la spinta costante a espandere le sue capacità tecniche che le hanno portato successo in un ampio ventaglio di ruoli. È la brillante e graziosa Lisa ne La Fille mal gardée di Ashton ma può mostrare i recessi più oscuri dell'anima come Mary Vetsera in Mayerling; la sua Giselle è un capolavoro di freschezza, spontaneità e intelligenza drammatica. Ma mentre nel repertorio classico Natalia ha ottenuto unanimi consensi, le sue incursioni nel contemporaneo e in ruoli più avventurosi le hanno portato risultati meno omogenei. Negli ultimi anni, i programmi con la superstar Sergei Polunin le hanno dato la possibilità di esplorare nuove forme e tematiche controverse (seppur in maniera discontinua) e hanno inoltre rivelato il suo spiccato humor nero ad esempio in Facada e Run Mary Run di Arthur Pita. Fare la freelance è del resto un percorso a ostacoli ma per fortuna la sua casa artistica resta il Royal Ballet, anche se pochi danzatori con il suo status rischierebbero di lavorare con nuovi coreografi o di tentare nuove forme coreografiche come invece lei fa. Il fatto è che dentro il suo corpo minuto batte una forte passione: “Qualche volta ho bisogno di provare ancor più sensazioni: viverle in maniera spontanea, quasi folle, certamente in maniera più profonda”.

Ma come sceglie i nuovi collaboratori Natalia Osipova? “Mi confronto - spiega - con persone delle quali ho fiducia e guardo molti video”. Roy Assaf le è stato suggerito da Ohad Naharin: “Quando ho visto il duetto di Roy Six Years Later, sulla musica di Beethoven, me ne sono innamorata immediatamente” - dice da pianista consumata, avendo studiato pianoforte a Mosca: La Sonata al Chiaro di Luna di Beethoven è la sua composizione favorita. “È una pièce decisamente contemporanea, legata al tema delle relazioni personali, tecnicamente non così facile per me. È un lavoro molto intimo e speciale, mi piace molto. Sono alla ricerca di coreografi di linguaggio contemporaneo che mi possano capire, che comprendano la mia energia, la mia forza ma anche le mie fragilità. Giovani autori come Roy o Iván Pérez che vanno oltre, là dove è il movimento a creare l'emozione. Una coreografia che si limita a mettere insieme una serie di bei movimenti tipo 'passo passo' o 'braccio braccio' - dice accompagnando le sue parole con un elaborato port de bras - non è affatto interessante per me. Se riesco a entrare in sintonia con un autore, se ci comprendiamo reciprocamente il risultato è straordinario. Ma non accade sempre”.

Pérez, che ha creato per formazioni diverse come i BalletBoyz e l'Opéra di Parigi, ha firmato Flutter per Natalia e Jonathan Goddard. Osipova lo definisce con entusiasmo: “Ivan è un ragazzo fantastico, davvero aperto e originale”. E ancora più entusiasmo lo riserva per Yuka Oishi, un'ex danzatrice dell'Hamburg Ballett, oggi coreografa emergente, che ha ideato per lei Ave Maria: “È la prima volta che lavoro con una coreografa. È stata una cosa davvero intensa. Lei crea ciò che sente e ogni suo passo esprime tante cose davvero profonde. Il suo stile parte da una base ballettistica ma è una combinazione unica tra plasticità e sapienza orientale. È stato molto facile lavorare con lei perché ha un gran cuore e questo assolo mi dà un benessere interiore”. Da ballerina drammatica Natalia ama MacMillan e i suoi lavori: “Adoro Anastasia, è così tragico, quando lo danzo mi sento davvero un'attrice. MacMillan è un maestro dei duetti: basti pensare a quelli in Manon o in Romeo e Giulietta. Li adoro”. Ma sono davvero così difficili? Natalia risponde sorridendo “lo sono soprattutto per il mio partner, non per me. Io sono libera di danzare (e parlando mima l'essere gettata di qua e di là) ed è davvero fantastico”. Osipova ha interpretato solo una volta, fino a questa stagione, il ruolo di Mary Vetsera in Mayerling, a fianco di Edward Watson. “Edward – continua - è uno dei miei partner favoriti: abbiamo un meraviglioso scambio di energie. Credo che l'ultimo pas de deux di Mayerling danzato con lui sia stato davvero la migliore performance della mia vita: sembrava che i nostri cuori battessero all'unisono. Un ruolo, quello di Mary, davvero dark, ma sono riuscita a farlo!”. E con Vladimir Varnava, come è avvenuto l’incontro? “Conosco Vladimir da tempo e gli avevo chiesto di lavorare insieme su Cenerentola. Adoro questo balletto e soprattutto la musica di Prokofiev, ma non riuscimmo mai a realizzare questo progetto. Quando è arrivata la richiesta di interpretare Isadora Duncan in un titolo da lui coreografato abbiamo pensato di abbinare le due cose: la musica di Prokofiev e la storia di Isadora. Del resto come Cenerentola la sua vita è stata tempestata di ostacoli e tragedie”.

La piccola ballerina dal grande cuore e straordinario salto che catturò l'attenzione nei panni di Kitri, quando il Bolshoi arrivò a Londra nel 2010 ha fatto ora della città la sua casa. Si scusa che il suo inglese non sia ancora buono e quando è eccitata il suo discorso si trasforma in un torrente di parole in russo. Adora le gallerie d'arte e i teatri - quando ha tempo per frequentarli - e le piace starsene semplicemente seduta da qualche parte e osservare la gente che passa. Ammette, anche, di viaggiare un po' troppo. È sempre di fretta, ma è il suo carattere che la spinge ad andare, andare sempre. Del resto da anni ha fissato delle interpretazioni definitive dei grandi ruoli del repertorio classico ma ora che è diventata una vera e propria imprenditrice nel campo della danza, il suo compito è portare le nuove creazioni sui palcoscenici di tutto il mondo.

Traduzione a cura di Silvia Poletti

foto di Natalia Osipova e David Hallberg in Valse Triste di Ratmansky foto di S. Berger

 

28/04/2020

Maggie Foyer

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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