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Pro e contro

Coronavirus: quale impatto sulla danza?

Risponde Frédéric Olivieri, Direttore Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

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Quale impatto, Maestro Olivieri, sta avendo sulla programmazione di balletto del Teatro alla Scala l'epidemia di coronavirus?
L’impatto è stato forte come la situazione che tutta l’Italia sta vivendo. Oltre agli spettacoli si sono fermate anche le prove: il nostro Corpo di Ballo era in piena preparazione di Madina, la nuova creazione coreografica d Mauro Bigonzetti sulla creazione musicale di Fabio Vacchi, attesissima prima mondiale che avrebbe visto protagonista Roberto Bolle. La programmazione ovviamente ha dovuto essere rivista e Madina verrà rimandata alla prossima stagione.
Ragioniamo in base all’evolversi della situazione e elaboriamo un eventuale momento di ritorno in attività che ci permetta di essere pronti al rientro, prevedendo il periodo di ripresa necessario per gli artisti che sono fermi da tempo.Ma la cosa più importante adesso per tutti è essere vicini e far arrivare la nostra solidarietà a chi si sta impegnando in prima linea, in primis i medici e gli infermieri.  

Lo spettacolo/la cultura in un momento di gravissima crisi sanitaria come quello che stiamo vivendo diventa un settore di "secondo piano" per non dire 'superfluo'. E' realmente così? 
Niente è superfluo se può aiutare in questo momento così difficile per il nostro Paese, tutti possiamo fare la nostra parte. La cosa più importante è rispettare le indicazioni che ci permettono di tutelare la nostra salute e quella degli altri in modo da contribuire ad uscire da questo momento così drammatico. La cultura e lo spettacolo sono patrimonio di questo Paese, fanno parte del nostro DNA e della nostra vita e sono un meraviglioso veicolo per far sentire la vicinanza ai tanti che lottano per noi e per  unire le persone sui social, sulla rete, in tv, in attesa di ritrovarsi tutti come prima. Il nostro Corpo di Ballo ha voluto essere presente e lanciare un messaggio, con un video per sensibilizzare sulla necessità di restare a casa, con l’hashtag #iorestoacasa, e in seguito ne ha realizzato un secondo per contribuire alla campagna di raccolta fondi della Regione Lombardia per l’emergenza Covid-19 con l’hashtag #fermiamoloInsieme e #WeAreLaScala.

#WeAreLaScala è una campagna che la Scala ha lanciato sui social media, per tenere unita la comunità straordinaria del nostro Teatro, pensando a tutti i teatri italiani chiusi per l’emergenza: il Teatro stesso posta immagini e storie e ha chiesto agli artisti, ai lavoratori, al pubblico di condividere i momenti in cui venire alla Scala, lavorarci, assistere agli spettacoli ha costituito un’esperienza speciale e ha fatto nascere il sentimento e magari l’orgoglio di essere parte della grande comunità scaligera. In attesa di riaprire il sipario, opera, balletti e concerti entreranno nelle case di tutti gli italiani attraverso la tv e il web, grazie alla collaborazione di  Rai e Teatro alla Scala: Rai Cultura trasmetterà sul suo canale televisivo Rai5 e sul portale web RaiPlay un totale di 30 spettacoli prodotti dal Teatro alla Scala, e in questo palinsesto verranno proposti anche sei balletti, da Sogno di una notte di mezza estatea La Bella Addormentata nel bosco, da La bayadére  a Don Chisciotte, da Mediterraneaa Le Corsaire.

Come aiutare un danzatore a tenersi in forma in questa fase di stasi? 
I nostri artisti sono professionisti e sanno bene come tenersi in forma, conoscono benissimo il loro “strumento”, il loro corpo,  anche se l’essere ballerino non si limita alla forma fisica, dunque  quello che penso sicuramente mancherà loro è il lato interpretativo, emotivo e la ricerca artistica. Direi che in generale un allenamento fatto di stretching sbarra a terra o sbarra semplice da fare anche in casa permette il mantenimento della muscolatura e della fisicità. Per ballerini non professionisti o che sono in fase di formazione io consiglierei stretching e sbarra a terra, che si possono fare facilmente anche in casa, l'ideale di una vera lezione è ovviamente in sala ballo, con un pianista e un maestro.

25/03/2020

a cura della redazione

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