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Pro e contro

Coronavirus: quale impatto sulla danza?

Risponde Michele Merola, direttore di MM Contemporary Dance Company

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Lo  spettacolo in un momento di gravissima crisi sanitaria come quello che stiamo vivendo diventa un settore di "secondo piano" per non dire 'superfluo'. E' realmente così? 
Sicuramente in questo momento la salute dell'uomo e le emergenze del servizio sanitario nazionale hanno la priorità. Dobbiamo impegnarci a rispettare le regole, affinché venga tutelata la salute di tutti, in special modo quella dei soggetti più deboli e a rischio. Detto questo, ho sempre pensato che la cultura, lo spettacolo e l'arte non siano un elemento superfluo della nostra vita, ma siano anzi una necessità primaria, per la continua crescita e nutrimento della nostra mente e della nostra anima.

Quali risorse, non solo economiche, il settore spettacolo potrà mettere in campo per superare la crisi?
Stiamo capendo in questo momento se le risorse messe a disposizione siano efficaci, per tamponare almeno questo primo periodo. Sicuramente le istituzioni dovranno cercare di non lasciarci soli, e bisognerà trovare insieme soluzioni che aiutino le nostre compagnie a far fronte a questa crisi, in modo da tutelare tutti i lavoratori. Da parte nostra, fare rete e fronte comune ci aiuterà a riprenderci più facilmente, a essere tutti più forti. Usiamo poi questo tempo per la preparazione di nuove strategie anche di comunicazione, per poter infondere fiducia e speranza nelle persone non abbandonandole, per cercare di mantenere vivo il desiderio di tornare a frequentare senza timore i luoghi della cultura.

La circuitazione della MM Contemporary Dance Company si è bruscamente interrotta. Quale è stato l'impatto sul tuo lavoro che proprio in questi mesi ha il suo maggior introito. Come hanno reagito i tuoi ballerini?
Purtroppo l'impatto sul lavoro della compagnia in questo momento è molto grave. Nei mesi di marzo e aprile erano previsti più di 20 spettacoli. Per una realtà come la nostra, che si sostiene principalmente con i cachet, se gli spettacoli non venissero recuperati sarebbe un danno incalcolabile. Siamo tutti in attesa di vedere come la situazione si evolve, nella speranza che le istituzioni possano realmente trovare fondi per aiutare i lavoratori dello spettacolo, che altrimenti si ritroverebbero per mesi senza stipendio. I miei danzatori vivono questo momento con grande disciplina e serietà. A tutti loro manca la giornata in sala prove e soprattutto gli spettacoli, il contatto con il pubblico quasi tutte le sere. Manca la vita della tournée, i viaggi, lo stare insieme e la condivisione di questo duro ma meraviglioso mestiere. Ci teniamo sempre in contatto e cerchiamo di sfruttare questo tempo per un arricchimento e una crescita personale. Associamo questo momento al silenzio, a quello che si percepisce e si crea prima che si apra il sipario. Non un silenzio negativo e di solitudine, ma al contrario un silenzio carico di energia e di condivisione, che a breve ti porterà a regalare di nuovo a te stesso e alle altre persone quella magia che la danza, l'arte più completa sa donare. 

26/03/2020

a cura della redazione

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