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Pro e contro

Coronavirus: quale impatto sulla danza?

Risponde Silvia Gribaudi, coreografa, performer e direttrice di compagnia

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Il settore spettacolo quali risorse non solo economiche potrà mettere in campo per superare la crisi?
Per superare la crisi oltre alle risposte del governo come il decreto “Cura Italia”, da un punto di vista artistico sento la necessità di mettere in campo la qualità di essere responsabili e l’opportunità di condividere abilità e talenti. Ognuno di noi può chiedersi: che cosa posso fare io? In che modo mi assumo la responsabilità per superare un momento di trasformazione collettiva e individuale? Possiamo mettere in campo, più di prima, la nostra abilità di costruire dal nulla. Gli artisti sono comunicatori di spirito e corpo, abili trasmettitori di bellezza, incanto e sorpresa. Possiamo ancora avere fiducia in questo talento? Io penso di sì.  Chi lavora nello spettacolo ha la responsabilità di  condividere l’abilità di ispirare e attivare  la risorsa interiore della ricostruzione, il primo impulso invisibile, ma sensibile, da cui prende forma l’azione, il corpo e le conseguenti relazioni con gli altri. Il primo atto danzato, prima del gesto, è lo spirito con cui ci apprestiamo ad agire. Il virus ci ha insegnato che possiamo tramettere qualcosa gli uni agli altri con molta velocità. Cosa decidiamo di trasmettere da ora in poi?

Lo spettacolo/la cultura in un momento di gravissima crisi sanitaria come quello che stiamo vivendo diventa un settore di "secondo piano" per non dire 'superfluo'. E' realmente così? 
Il coronavirus ci mette di fronte alla sete di relazioni, alla mancanza del contatto, alla difficoltà di non poter stare vicino a chi amiamo, di non poterlo assistere in ospedale,  alla preoccupazione per gli altri, alla rabbia per chi sottovaluta il momento storico ed umano che stiamo vivendo e a tante altre emozioni diverse e contrastanti. Dentro alla difficoltà si scorge anche altro, si percepisce un senso di rivoluzione, di trasformazione,  di contatto con la morte e la vita. Lo stress del troppo lavoro o del poco si ferma, le tue cattive abitudini a lamentarti si sgretolano. Sei lì, nel tuo guscio,  ascolti i suoni e i silenzi, lì apri un libro, studi, fai quella chiamata che hai sempre rimandato perché non avevi tempo e senti che quello spazio vuoto si riempie di senso. Un spazio dentro cui, per me, nascono la Danza e l’umorismo. Il nostro è un settore sottovalutato e apparentemente superfluo, ma in realtà essenziale perché legato allo spirito umano e ha la capacità di trasmettere il valore del vuoto.

Come aiutare un danzatore a tenersi in forma in questa fase di stasi? 
Sui social le giovani generazioni sono bravissime e davvero autodisciplinate! Corsi e training da tutte le parti del mondo, personalmente inizio dal 19 marzo con la mia prima lezione di Gaga online da casa! Sono emozionata!
Ma oltre al corpo credo che per tenersi in forma sia molto importante rimanere in contatto tra noi artisti, organizzatori, critici, scrittori e tutti i lavoratori dello spettacolo per “tenerci in forma”, tenere salde le radici del presente per sostenere i progetti futuri. 

23/03/2020

a cura della redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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