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Tre classici del Novecento per il Ballo scaligero

Balanchine, Kylian e Boléro di Béjart dal 16 in scena

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MILANO In attesa dell'inaugurazione della nuova stagione, ormai alle porte, il Corpo di Ballo della Scala torna in scena dal 16 al 30 novembre con un trittico che ripropone alcuni dei 'pezzi corti' più amati dal pubblico della passate stagioni.

Si tratta in effetti di tre capolavori del loro genere, significativi esempi della poetica di chi li ha firmati. Si tratta non a caso di George Balanchine nella purezza classica e le meravigliose geometrie di Symphony in C, Jiří Kylián, nella raffinata musicalità del gioiello coreografico Petite Mort e Maurice Béjart nella potente e trascinante sensualità di Boléro.

Tre lavori che oltre a esaltare la cifra dei loro autori e celebrare tre grandi compositori – Bizet, Mozart e Ravel- consente di brillare anche alla compagnia in tutti i suoi ranghi.

Nei quattro movimenti di Symphony in C si alternano altrettante coppie principali: Martina Arduino e Nicola Del Freo, coppia principale del primo movimento; Nicoletta Manni e Marco Agostino (secondo movimento); Alessandra Vassallo e Claudio Coviello (terzo movimento, in alternanza con Gaia Andreanò e Christian Fagetti in scena il 22 novembre e 30 pomeriggio) mentre la coppia principale del quarto movimento sarà interpretata da Maria Celeste Losa e Mattia Semperboni.

E mentre in Petite Mort sono in scena sei coppie e sei fioretti, in Bolero ritroviamo Roberto Bolle (16, 19, 21, 22 e 27) ma anche Gioacchino Starace (nuovamente in scena nella recita pomeridiana del 30 novembre) e Martina Arduino (che torna la sera del 30 novembre nella recita ScalAperta).

 

 In apertura Symphony in C Nicola Del Freo

gallery di Brescia Amisano/cortesia Teatro alla Scala

 

 

 

15/11/2019

D&D

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