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Intervista

Brigitte Lefèvre racconta il suo terzo Festival de Danse Cannes Côte d’Azur France

"La danza come ponte e condivisione"

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CANNES Ha cambiato nome in Festival de Danse – Cannes Côte d’Azur Francel a manifestazione biennale diretta da Brigitte Lefèvre, da questa edizione espansa ai dintorni di Cannes con appuntamenti a Antibes, Nizza, Grasse, Carros, Mougins, Draguignan.

Dal 29 novembre al 15 dicembre, 21 spettacoli con compagnie provenienti da ogni angolo del pianeta si contenderanno il pubblico in una ricchezza di stili che la direttrice artistica ha voluto “in rappresentanza delle sfaccettature del mondo di oggi. Dal balletto all’hip hop, dal contemporaneo alle danze caraibiche - spiega Lefèvre - il cartellone costruisce ponti tra presente e passato e luoghi del mondo”.

Per oltre 20 anni alla guida del Ballet de l’Opéra de Paris (e ben 23 ballerini nominati étoiles tra cui anche Eleonora Abbagnato, ndr.) Brigitte Lefèvre considera la direzione del Festival de Danse di Cannes, affidatale tre edizioni fa nel 2015, una vera sfida. E confessa: “La danza rappresenta la mia vita da quando ho compiuto 8 anni. Ho avuto la fortuna di dirigere il Ballet de l’Opéra de Paris per lungo tempo e contrariamente a quanto si potrebbe pensare la mia esperienza a Cannes non è un ‘pensionamento’ in riviera, anzi. Per me è stata una vera sfida sia entrare in relazione profonda con il territorio e i suoi abitanti - sono bretone e devo ammettere che conosco meglio il mare del nord! - sia rappresentare la danza oggi. Amo quest’arte più di qualsiasi altra cosa e sono convinta che appartenga a tutti perché è l’origine dell’essere umano il movimento. Nessuno vi può prescindere ed è per questo che, quando mi è stato chiesto di dirigere il Festival, molte domande sono cresciute in me. Ho sentito anche una responsabilità nei confronti di una delle personalità maggiori della danza in Francia per la quale nutro un’ammirazione sterminata, Rosella Hightower, di cui ancora oggi Cannes raccoglie il suo operato nella prestigiosa Scuola che porta il suo nome diretta da Paola Cantalupo, ospite al Festival il 1° dicembre. Meravigliosa danzatrice e pedagoga, Hightower è entrata nella vita di molti, professionisti di danza ma anche amatori: è raro incontrare persone che non abbiamo lavorato o studiato con lei”.

Nel ricco cartellone, ripartito in tre lunghi weekend, dunque appuntamenti per appassionati, specialisti ma anche per chi abbia voglia di fare ‘scoperte’ o semplicemente passare un’ora felice a teatro. “Ci sono grandi compagnie – spiega la direttrice – ma anche piccoli ensemble. Tantissimi stili per tutti i gusti e le generazioni. Tre prime mondiali e una prima europea e naturalmente una commissione del festival, lo spettacolo di chiusura Magma che vede eccezionalmente in scena insieme l’étoile dell’Opéra de Paris Marie-Agnès Gillot con il ballerino di flamenco contemporaneo Andrés Marin e due musicisti, il tutto coordinato dal talento del coreografo-artista visivo Christian Rizzo. Credo che ci stupiranno! In apertura invece ho voluto un personaggio chiave della storia del Novecento, un amico e soprattutto un mio maestro: Maurice Béjart. Oggi rappresentato dalla compagnia da lui fondata, sotto l’egida di Gil Roman, autore della coreografia Tous les hommes presque toujours s’imaginent su musiche di John Zorn, il cui debutto è avvenuto in primavera a Losanna, e di una suite di estratti di lavori di Maurice. Tra le figure più in vista del contemporaneo c’è senza dubbio il talentuoso Noé Soulier che dall’analisi del balletto classico parte per innestarvi nuove energie, ospite con un trittico il 30 novembre”.

E per il secondo fine settimana di Festival è previsto un tuffo nella tradizione del balletto romantico con il suo simbolo Giselle (5 dicembre). Ospite il Balletto Stanislavsky di Mosca di cui Lefèvre conosce bene l’attuale direttore, Laurent Hilaire. “Meravigliosa étoile e formidabile maître de ballet, Laurent – racconta Lefèvre - ripropone un capolavoro che in un certo senso rappresenta l’incontro tra la tradizione russa e la nostra scuola francese. Sono molto contenta di essere riuscita ad avere la compagnia per questa edizione. A seguire una prima assoluta a Grasse con la compagnia Didascalie di Marion Levy, già danzatrice di Rosas e oggi coreografa indipendente: Ma mère l’Oye di Ravel è il titolo che propone con l’esecuzione musicale dell’Orchestra di Cannes diretta dal fratello della coreografa Benjamin Levy. E ancora il 7 dicembre, Olivia Grandiville, danzatrice che ha avuto il coraggio di lasciare l’Opéra de Paris per portare avanti una sua carriera in autonomia oltre a curare la conservazione del repertorio dello scomparso Dominique Bagouet. Con A l’Ouest rende omaggio al pow-wow, ritrovo danzante dei nativi del Nord America. E ancora Sasha Waltz con un pezzo-forte della sua produzione, Körper; il cocktail sorprendente ed elettrizzante della Compagnie Difé Kako e il debutto in Regione, al Théâtre National de Nice, di La Finale di Josette Baïz, una sorta di commedia musicale in stile urbano, hip hop. In chiusura oltre alla citata commissione del Festival 2019 anche il Lago dei cigni del coreografo contemporaneo Radhouanne El Meddeb per il Ballet de l’Opéra du Rhin”.

Naturalmente in cartellone c’è molto altro, vi invitiamo dunque a consultare il sito www.festivaldedanse-cannes.com dove potrete anche scoprire gli eventi collaterali come proiezioni di film e incontri con gli artisti.

Per organizzare al meglio il vostro viaggio in Costa Azzurra, ricordiamo che da Milano e Genova (con città intermedie di partenza) il treno Thello (www.thello.com) parte tre volte al giorno con destinazione Monte-Carlo, Nizza, Cannes.

 

14/11/2019

Maria Luisa Buzzi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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