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Visioni di Insieme per Short Theatre 2019

La rassegna romana di nuovo teatro e performance al via il 6 settembre

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ROMA Short Theatre 2019, tradizionale appuntamento romano con le performing arts e la creazione contemporanea - dal 6 dal 14 settembre animerà gli spazi de La Pelanda, WeGil, Teatro Argentina, Teatro India e Carrozzerie n.o.t.

Titolo di questa edizione: Visione d’insieme. Ovvero quella prospettiva che sa mettere in relazione le tracce diverse di una realtà sempre più complessa, quella capacità di far dialogare le stratificazioni della Storia con ciò che accade nel presente.

Tra le novità in ponte l’inaugurazione, grazie alla collaborazione con la Regione Lazio, di un nuovo centro di vita del festival: gli spazi di WeGil che ospiteranno i primi due giorni di programmazione, il 6 e 7 settembre.

Un flusso ininterrotto di performance, installazioni, listening session e momenti di riflessione abiterà lo storico palazzo di Trastevere per far dialogare le forme razionaliste ideate dall’architetto Moretti nel 1933 con il presente della città, attraverso una pratica di ri-significazione dello spazio pubblico.

Il cartellone a cura di Francesca Corona e Fabrizio Arcuri parte il 5 settembre all'Accademia di Spagna con il duo milanese di artisti e ricercatori Invernomuto e il producer e dj  ugo Sanchez,per poi passare il 6 e 7 settembre - negli spazi di WeGil, location perfetta ( la costruzione è di epoca fascista) per riflettere sui temi centrali della manifestazione di quest'anno: la decolonizzazione, le identità ai margini, il privilegio e dominio bianco giunto oramai a un punto critico.

Ne parla l'opera di  Kader Attia, artista visivo franco-algerino attivo nelle principali gallerie e musei internazionali, nel suo film-documentario The Body’s Legacies, Part 2: The Postcolonial Body che verrà proiettato nelle due giornate del festival al WeGil. seguito dalla lectio magistralis della politologa militante Françoise Vergès, il 7 settembre in collaborazione con il Modulo Arti del Master di Studi e Politiche di Genere di Roma Tre.

Sempre il 6 Black Med, listening session-installazione sonora di Invernomuto  che assume la nozione di Mediteranneo nero proposta dalla studiosa Alessandra Di Maio, e la esplora attraverso la cultura musicale. Lo sguardo sull’identità, i corpi e le dinamiche di dominio si sposta poi sul mondo arabo con la presentazione di Burning Play- Passo#1 di Manuela Cherubini, conferenza-spettacolo in scena il 7 settembre al WeGil

nora chipaumire, artista e coreografa dello Zimbabwe attiva negli Stati Uniti nelle prime due sere del festival, presentà  in prima nazionale 100% POP, uno dei tre capitoli della sua live perfomance album dedicata alle icone dei suoi anni di formazione nello Zimbabwe ­- in questo caso Grace Jones.

Bermudas, la coreografia “atmosferica” di MK di Michele Di Stefano, sarà presentata anche nella versione estesa di Bermudas Forever. Tra gli altri appunatmenti segnaliamo domenica 8 e lunedì 9 settembre al Teatro Argentina per due repliche di  Augusto, ultimo lavoro di Alessandro Sciarroni e alla Pelanda Panorama Roma, format nato nel 2018 per creare una zona di condivisione, di ricerca e di riflessione sulle urgenze e le necessità della comunità artistica romana.

Presenti Silvia Rampelli/Habillé d’eau, la giovane emergente Marina Donatone, l’artista visivo di fama internazionale Andreco, la regista Fabiana Iacozzilli, il collettivo nomade di architetti Stalker, il duo di artisti Malombra del Rootsvibes djsetcurato da Lady Maru, Enrico Kybbe e Bob Corsi. E ancora  Chroma keys, l’ultima produzione “meta-filmica” dei Motus in cui vediamo Silvia Calderoni agire davanti al green screen dei set cinematografici, sabotando la cornice dello schermo in una incursione dentro la meraviglia della finzione e i suoi vecchi “trucchi” stereoscopici (alla Pelanda dal 12 al 14 settembre); la performance DUCTUS MIDI dei marsigliesi Anne Lise Le Gac e Artur Chambry, in programma il 12 e il 13 settembre, che recupera il principio medievale del “ductus” (con il quale si indicava una modalità libera di pensare e muoversi a partire dallo sviluppo di una traiettoria, piuttosto che dalla pianificazione della stessa) per generare sulla scena ibridi incantevoli: immagini acustiche, strumenti da ballo, palazzi della memoria, mappe che sembrano dipinti.

Dipinti e tracciati fuori dall’ordinario sono poi quelli con cui Sonia Brunelli del duo Barokthegreat costruisce la sua danza forsennata, astratta e fantasmatica in GHOST – Lucifer wants to sell, solo. Inoltre ecco Claudia Castellucci che  esplorala matrice del vivere collettivo in un’azione coreografica che risale alle radici dell’Occidente guardando alla nascita di della civiltà Romana, osservata non dal punto di vista dell’estasi della conquista ma come società che ha dovuto costruire un modello di convivenza. La traiettoria della tradizione e dell’archetipo è anche quella percorsa dal giovane duo coreografico diGinevra Panzetti ed Enrico Ticconi,  con il loro Harleking.

Per il fittissimo calendario di eventi e spettacoli rimandiamo a www.shorttheatre.org

nella foto lo spazio della Pelanda

 

 

27/08/2019

D&D

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