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La migrazione vista dai bambini: "Franchir la nuit" debutta a Bolzano Danza

Stasera, 19 luglio al Teatro Comunale di Bolzano. l'ultimo lavoro di Rachid Ouramndane

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BOLZANO Ha debuttato con grande successo di pubblico e critica alla Biennale de la Danse di Lione 2018 Franchir la nuit, pièce coprodotta da Bolzano Danza (recensita su D&D n. 283) per cinque danzatori professionisti del CCN 2 di Grenoble e un nutrito numero di bambini e adolescenti amatori sul tema della migrazione e dell’esilio.

Franchir la nuit – spiega Ouramdane – rientra nel ciclo di miei progetti miranti a guardare il mondo in modo diverso. Trattandosi di un lavoro intorno al tema della migrazione in relazione all’infanzia, cambia sensibilmente in ogni città dove viene presentato perché viene richiesta una partecipazione attiva di quel territorio e dei bambini che hanno provato l’esperienza terribile della migrazione - magari un viaggio in mare non accompagnati - dell’esclusione e della non accoglienza. Questo rende ogni rappresentazione unica e legata al tessuto sociale e democratico del territorio ospitante trasformando Franchir la nuit in un progetto che non si limita all’ora di rappresentazione in teatro ma comprende “un prima” e “un dopo” spettacolo molto più importante: dal rapporto con gli educatori a quello con le famiglie, con i minori stessi, con psicologici di sostegno, a volte necessari. Mette in campo intersezioni culturali, convergenze e differenze, e a volte gravi traumi. Per me essere artista significa questo oggi: mettersi in una condizione di attenzione e sensibilità verso le persone. Questo è il mio lavoro”. 

Sul palcoscenico ricoperto da una massa d’acqua di una quindicina di centimetri, illuminato da luci che trascolorano dal tramonto all’oscurità, vediamo corpi attraversare lo spazio, incrociarsi, assemblarsi, fermarsi in un’immobilità dolorosa. Una dozzina di tableaux in cui si evocano la violenza, i ricordi, la speranza, la paura, il mutuo soccorso, i giochi, ma anche la morte. Con la raffinatezza che caratterizza lo stile di Ouramdane, e con l’ausilio delle immagini video di Mehdi Meddaci, il coreografo pone domande allo spettatore. Non manca anche il messaggio di speranza per una vita migliore a condizione – sembra dirci Ouramdane – di evitare i pericoli. Tante immagini televisive di naufragi tornano alla mente come quella iconica del piccolo Aylan Kurdi, il bambino siriano di 3 anni arenato su una spiaggia turca qualche anno fa, che ha fatto il giro del mondo. Il canto live di matrice africana, europea e orientale di Deborah Lennie-Bisson arricchisce lo spettacolo con una parallela migrazione vocal-culturale.

 

CCN2 - Grenoble "Franchir la nuit" (foto Patrick Imbert)

19/07/2019

la redazione di D&D

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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