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Pro e contro

Pedalando alla ricerca della danza

Tour in bici a Monaco nei luoghi dove nacque la danza libera

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MONACO DI BAVIERA  Scoprire pedalando i luoghi che hanno segnato la storia della danza moderna, frequentati da Isadora Duncan, Rudolf Laban e Mary Wigman. È Dance History Tour, il giro in bicicletta ideato dalla coreografa e storica della danza Brygida Ochaim insieme allo storico dell'arte Thomas Betzhave per la sedicesima edizione di Dance, festival che lo scorso maggio ha animato la città bavarese.

Si può capire l'oggi senza conoscere il passato? A questa domanda il festival biennale di danza contemporanea diretto da Nina Hümpel risponde tracciando un emozionante itinerario in cui divulgare la storia del periodo moderno e al contempo valorizzare la memoria della stessa città.

Del resto nei primi vent'anni del Novecento, Monaco di Baviera per vivacità e fermenti artistici, si impose proprio come culla della danza moderna, all'epoca chiamata “danza libera”. Con un'organizzazione impeccabile e guide molto preparate, il Dance History Tour ha offerto vari aneddoti e curiosità, emersi grazie alle ricerche degli autori, unendo così divulgazione storica e intrattenimento.

I rapporti tra la nascente danza moderna e le arti visive sono stati sottolineati sin dalla prima tappa al Künstlerhaus. Qui, infatti, Isadora Duncan grazie agli appoggi avuti da vari esponenti della vita artistica monacense, tra cui Franz von Stuck, diede prova del suo innovativo modo di danzare ispirato alla Grecia antica. Un legame stretto quello tra la Baviera e il paese mediterraneo, consolidato già nell'Ottocento come dimostra la splendida Gliptoteca voluta dal re Ludovico I. E come non parlare delle performance legate all'occultismo e alla parapsicologia che ebbero come protagonisti Magdeleine G. e il dottor Albert von Schrenck-Notzing.

Alle “danza libera” guardarono con interesse anche i nuovi movimenti artistici dello Jugendstil e Der Blaue Reiter, come testimoniato alla Städtische Galerie im Lenbachhaus dal ritratto al danzatore androgine Alexander Sacharoff dipinto da Alexej von Jawlensky nel 1909. Amico di Wassily Kandinsky, Sacharoff ad una festa di Carnevale della città bavarese incontrò Clotilde von Derp decidendo di formare con lei la celebre coppia che tanto lavorò nelle decadi successive in Italia.

Passando tra le vie del centro bisogna sostare di fronte all'incantevole facciata di Palais Porcia, palazzo rococò che custodisce un'importante memoria. Proprio in questo luogo, infatti, Rudolf Laban tenne varie dimostrazioni della sua scuola e qui Mary Wigman debuttò come solista danzando la prima versione del suo celebre assolo Hexentanz. I fermenti della Monaco di inizio Novecento, però, spesso si scontrarono con le leggi vigenti, vedi il caso della Danza dei Sette Veli di Salomè ricordato alla Kammerspiele, all'epoca nota come Lustspielhaus, che ebbe come protagoniste la francese Adorée Villany e la canadese Maud Allan. Infine, eccoci all'elegante Villa Stuck in cui antico e moderno si coniugano e dove la Duncan convinse Franz von Stuck ad aprirle le porte del successo a Monaco.

Per saperne di più sul 16th Dance Festival e gli spettacoli del palinsesto leggi la recensione su questo numero di Danza&Danza in edicola (n.287 Luglio/Agosto 2019) e su Danza&Danza International (n.14 July/August 2019) sulla APP.

 

07/07/2019

Carmelo A. Zapparrata

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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