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La Danza a Periferico Festival curata dai Dewey Dell

L'8 maggio a Modena nell'ambito della XI edizione

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MODENA E’ curata da Dewey Dell la giornata di danza all’interno dell’undicesima edizione di Periferico Festival, promosso dal collettivo Amigdala. Il Festival è un luogo stabile di confronto e di sperimentazione sulle pratiche partecipative e site specific legate al riuso degli spazi e all'immaginazione di nuove forme di attraversamento dei territori.

Il programma dell’undicesima edizione propone, dall’8 al 12 maggio, un progetto di direzione artistica plurale, affidando a 6 artisti l’incarico di declinare il proprio intervento all’interno del Villaggio Artigiano di Modena Ovest, lo storico quartiere di case-officine, attive o dismesse, dove Amigdala opera da quattro anni. 

A ogni artista è stata assegnata una giornata da programmare con la propria cura e direzione, scegliendo di ospitare altri artisti, pensatori, interventi per esprimere al meglio quanto emerso nella relazione tra il loro sguardo e il quartiere al termine di una residenza. La firma plurale di Periferico indica, in questo modo, la possibilità di costruire nuovi immaginari attraverso sodalizi inattesi, nel tentativo di rigenerare, ancora una volta, uno spazio solo apparentemente vuoto.

L’ 8 maggio è la giornata della danza affidata a Dewey Dell compagnia di danza formatasi nel 2007 a Cesena dall’unione di Agata, Demetrio,Teodora Castellucci ed Eugenio Resta.

Inaugura la serata (OvestL h.18.30) la performance, prodotta dalla Societas, della compagnia Deriva Traversa, un solo di danza di Teodora Castellucci accompagnato da un coro di voci eseguito dal vivo su musiche di Demetrio Castellucci. La performance è una riflessione sulla solitudine, aspetto costituente del mestiere del pastore che gli permette un’immersione interiore totale, in cu gli animali da custodire diventano l’unica possibilità di cura o di affetto. Quando i pastori cantano, per intonarsi imitano il vento o il belato della pecora o della mucca e, attraverso la poesia cantata, trasmettono una storia passata, tramandando la cultura in modo orale, generazione dopo generazione.

A seguire (cortile di OvestLab), Dialogo tra Roberta Ioli, studiosa del pensiero antico presso l’Università di Bologna e di Roma Tor Vergata, e Dewey Dell. Roberta Ioli ha pubblicato vari contributi sul mondo classico, soprattutto su epica, scetticismo antico e sofistica, tra cui Il felice inganno. Poesia, finzione e verità nel mondo antico (Mimesis 2018). È autrice del blog mensile Il passato ci parla, su Aula di Lettere online di Zanichelli, in cui discute della permanenza del classico e della vitalità del pensiero antico. Si è occupata di teatro greco e vocalità, e dalla sua collaborazione con Chiara Guidi della Societas è nato un saggio dal titolo Vocem devorat dolor. Ecuba e la voce del lamento (Edizioni della Stoa 2008).

Alle 21 presso Lolli Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi in Jart, performance in cui due figure vagano in un paesaggio immaginario, costantemente trasformato dai loro gesti, esaminano e plasmano l'intorno imbarcandosi in una prova di forza tra loro e ciò che li circonda. Jart, radice della parola francese ‘jardin’, evoca l’immagine del giardino come luogo di ideale rigoglio e bellezza, benessere e serenità, culminante in un'eco nostalgica che richiama il Giardino dell'Eden.

Ultimo spettacolo della serata (presso Lolli h.21.30), Dewey Dell in Cinquanta urlanti, quaranta ruggenti, sessanta stridenti, interpretato da Sara Angelini,Agata Castellucci e Teodora Castellucci, che ne cura anche la coreografia, su musiche originali di Demetrio Castellucci. I cinquanta urlanti, i quaranta ruggenti e i sessanta stridenti sono nomi di alcuni venti che spirano nei mari dell'emisfero meridionale, vicino all'Antartide. Dal momento in cui la nave lascia il porto nasce un unico corpo oscillante, e il rumore delle corde che stridono, gli scricchiolii del legno bagnato, il suono degli oggetti imbarcati che rispondono al rollio della nave sulle onde si amalgamano alle voci dei marinai, alle urla dei comandi del capitano. Un magma oscuro diventa il respiro generale: il suono di un universo dove l'uomo, il vento, la nave e il mare, uniti inscindibilmente, formano l'unico protagonista possibile.

La conclusione della serata di mercoledì è affidata al dj set di Demetrio Castellucci, presso il Centro Festival, alle ore 22,00.

www.perifericofestival.it

07/05/2019

la redazione di D&D

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