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Un grande albero per Schiaccianoci

La versione di George Balanchine approda alla Scala

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MILANO Per la prima volta in Italia, Lo Schiaccianoci di George Balanchine entra nel repertorio del Balletto del Teatro alla Scala (seconda compagnia europea a interpretarlo dopo Copenhagen), inaugurando la stagione 2018/2019. Dal 16 dicembre al 15 gennaio, undici recite del blockbuster natalizio del maestro russo-americano che vede in scena oltre al Corpo di ballo 61 piccoli allievi dell'Accademia della Scala.

“Tutti mi chiedono perché voglio fare Lo Schiaccianoci. Non è che lo 'voglio' fare. E' che rientra nei miei compiti costruire un repertorio. Per me fare teatro, fare balletti, significa soprattutto intrattenere e far divertire il pubblico. Prima non potevo farlo perché non avevo un teatro, un'orchestra, denaro. Mi avevano proposto di farne una versione breve, anni fa, ma rifiutai: “se lo farò - risposi - sarà nella sua integralità e sarà una produzione molto costosa. E una delle cose più importanti sarà l'albero. L'albero è la vera star dello spettacolo!”. Così parlava George Balanchine alla nascita del suo Schiaccianoci, nel 1954 a New York.

Una versione, la sua, che porta tante memorie dell'edizione originale di Lev Ivanov (ballata da giovane al Mariinsky) e che la Scala riprende con un nuovo allestimento - di concerto con il Balanchine Trust - a firma di Margherita Palli. Partendo dalla tradizione romantica, Palli ha rivisto il mondo fatato attraverso i colori di Maxfield Parrish, artista americano specializzato in raffinate illustrazioni che giocano con il fiabesco e i sogni, creando scenografie dipinte. Per i costumi, invece, ha ristudiato i personaggi originali. L'azione si svolge all'inizio del XIX secolo.

Nei ruoli principali della Fata Confetto e del Cavaliere si alterneranno Nicoletta Manni-Timofej Andriashenko (16,20,29 dicembre, 4, 12 gennaio), Martina Arduino-Nicola Del Freo (19,30 dicembre, 10, 15 gennaio), Caterina Bianchi-Mattia Semperboni (3 e 12 gennaio).

Sul podio a dirigere l'orchestra scaligera il Maestro Michail Jurowski, specialista del repertorio russo, già più volte apprezzato a Milano. La produzione inpegna anche il Coro di Voci Bianche dell'Accademia del Teatro alla Scala.

www.teatroallascala.org 

12/12/2018

la redazione

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