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Intervista

Aspettando il Bolshoi.Vladislav Lantratov e Maria Alexandrova coppia superstar

Il Premio Danza & Danza migliore interprete 2013 sarà Petruccio alla Scala accanto a Krysanova

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INTERVISTA PUBBLICATA SU DANZA & DANZA 278 GEN/FEB 2018

Lei è una ballerina appassionante. Tecnica, temperamento, personalità, bellezza: una vera stella, tra le più luminose apparse al Teatro Bolshoi nelle ultime due decadi. Donna determinata e combattiva, lo scorso anno ha annunciato - evidente stato di un malessere che non nasconde - il suo prematuro ritiro dalla compagnia prontamente, ma solo in parte ridimensionato, scatenando sconcerto globale.

Lui è affascinante, di rara eleganza, ma con un fuoco passionale che può trasformarlo ora in un palpitante eroe romantico ora in un selvatico contadino: sempre però con quella irresistibile dose di carisma che gli consente di tenere in scacco la platea più esigente. Sono Maria Alexandrova e Vladislav Lantratov. A Danza&Danza parlano con sincerità del loro legame in scena e nella vita.

Cos'è che amate di più nel danzare al Bolshoi?
VLADISLAV: Le produzioni sul palcoscenico storico, sia di Grigorovich che in generale. Nessun altro teatro al mondo ha questo repertorio.
MARIA: All'inizio ciò che mi ha conquistato era la sua dimensione e struttura. Qui non ci sono limiti se non il cielo, tutto dipende dal tuo talento e a quale livello sei in grado di arrivare.

E l'aspetto più duro del lavoro, qui?
MARIA: La gente. L’amministrazione e il direttore.
VLADISLAV: Sono d'accordo, non ho niente da aggiungere.

Vi siete incontrati in teatro?
MARIA: Io sono entrata in compagnia prima di Vladislav e abbiamo lavorato molto insieme prima che iniziasse la nostra storia. Quando ho iniziato a danzare, i primi ballerini dell'epoca mi chiamavano come loro partner. È successo con Nikolai Tsiskaridze e Sergei Filin. Erano i miei compagni, con loro preparavo ruoli e debutti: insieme abbiamo condiviso molti successi e qualche fallimento. Quando i miei due partner hanno iniziato a diradare le loro presenze in scena Vladislav, un artista emergente su cui si puntava molto, è apparso sempre di più nella mia vita. Portare un nuovo artista in una produzione già rodata è sempre difficile perché tu la conosci già a menadito e l'hai provata e riprovata con altri ballerini. Si tratta allora di mettere da parte tutte le cose già acquisite perché inevitabilmente si scontrano esperienza e inesperienza: cosa normalissima perché la nostra professione si crea sul palcoscenico, non a scuola. Quando si deve ricominciare a provare una produzione da capo, e come se la imparassi di nuovo. Ho deciso di prendere i miei rischi e affrontare con lui il repertorio. È stato bello e mi sono sentita bene a lavorare con lui: da allora abbiamo danzato molti titoli insieme.

Lavorare insieme in scena aiuta nella vita privata e viceversa?
VLADISLAV: Penso assolutamente di sì. Le nostre sensazioni reciproche sono diverse a casa e in teatro e ogni volta ci scopriamo da prospettive diverse. È una gioia lavorare con Maria proprio perché tra noi c'è questa unione spirituale.
MARIA: Per me Vladislav è un dono immenso. Ho iniziato a rendermene conto soprattutto dopo che a causa di un infortunio mi sono sentita più vulnerabile. L'incidente, che capitò quattro anni fa, è stato molto serio. Ho dovuto imparare nuovamente a camminare. Improvvisamente mi sono trovata a essere solo una persona senza una professione, senza entrate, senza un mondo. Mi sono sentita terribilmente sola. Ed è una grande gioia quando le persone in quei giorni bui ti offrono un po' di calore umano che ti aiuta a sconfiggere la solitudine. Capisco che tutti sono impegnati con il lavoro ma l'unica persona che si è preoccupata per me è stato Vladislav, e all'epoca eravamo ancora amici. Una volta mi ha telefonato: “Torna in scena, è noioso qui senza di te”. Ed è stata la molla per riprendermi: finalmente sentivo che almeno per qualcuno ciò che facevo era importante.
VLADISLAV: Questo è il tuo punto di vista. Dal mio devo dire che tutti gli uomini della troupe l'hanno sempre rispettata e Maria è stata e ancora è in un posto speciale all'interno della gerarchia del Bolshoi perché è una delle ultime rappresentanti della pura scuola moscovita, che combina femminilità, bellezza e carattere: ha un ampio spettro di ruoli che può tranquillamente interpretare. È una persona vera, viva, non una di quelle ballerine folli e maniacali che vivono da vestali. Ama la vita e si comporta in modo appropriato. Molte persone sono venute a trovarti in ospedale e per gli uomini della compagnia era importante che Masha tornasse.
MARIA: L'infortunio mi ha portato a vedere in maniera diversa un molte di cose.

In che senso?
MARIA: Tagliare il superfluo e valutare ciò che era veramente importante. Per esempio ho capito che per essere felici non c'è poi bisogno di molte cose.

 

C'è qualche titolo che amate danzare insieme?
MARIA: La cosa più importante è danzare insieme. Per noi è preziosa ogni occasione di farlo.
VLADISLAV: Ogni spettacolo è una storia diversa. Non posso paragonare uno spettacolo con Maria a qualsiasi altro danzato con un'altra ballerina. È il migliore possibile perché è genuino.

Cucinate?
VLADISLAV: Sì, in genere insieme. Siamo come due chef in cucina, facciamo e sperimentiamo tutto insieme.
MARIA: Il che spesso ci fa perdere tempo in chiacchere...
VLADISLAV: Sì ma fare le cose insieme è divertente.
MARIA: In effetti per noi parlare e fare delle cose insieme è molto prezioso.

Quali sono i vostri sogni per il futuro?
MARIA: Desidero la felicità di Vlad.
VLADISLAV: E io lo stesso: la cosa più importante è che Maria sia felice, nella sua vita, nella sua professione. E che siamo felici insieme.
MARIA: Ma siamo insieme: la parte più importante è fatta!

 

 

 

 

30/08/2018

Catherine Pawlick

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