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Pro e contro

Affare soprusi. Salta un altro direttore

Kenneth Greve del Finnish National Ballet costretto alle dimissioni

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Continuano i giri di valzer nella varie compagnie di balletto internazionali. La ronde è stata avviata dall'esplosione dello scandalo sugli abusi sessuali e verbali  partito da Hollywood e diffusosi come macchia d'olio in ogni ambito.

Tempo fa due personalità del balletto americano come Peter Martins, all'epoca alla testa del New York City Ballet e Marcelo Gomes, stella amatissima dell'American ballet Theatre, hanno subito attacchi e accuse relative a loro comportamenti scorretti.

Come si ricorderà, Martins ha dato le dimissioni irrevocabili dal NYCB - attualmente guidato da uno staff di quattro artisti. Giova ricordare, ad onor di cronaca, che la successiva indagine - seguita alle denunce anonime- ha affermato che non è stata trovata nessuna prova concreta a corroborare le accuse arrivate sul tavolo degli amministratori del NYCB.

Marcelo Gomes, anche lui dimessosi dopo l'accusa di molestie, ha comunque trovato immediato supporto e solidarietà da parte delle sue partner storiche. Lo si è visto così danzare recentemente al Marijnsky e presto sarà a Tokyo con Alessandra Ferri.

In Europa, la prima ad essere stata colpita è Tamara Rojo, direttrice dell'English National Ballet, cui si imputa tra le altre cose un conflitto di interessi per il legame con il primo ballerino messicano Isaac Hernandez e soprattutto una gestione rigidissima della compagnia britannica. La tosta Tamara comunque va avanti, sostenuta da un ottimo successo della sua programmazione.

Chi invece è stato costretto a pubbliche scuse  la compagnia è il danese Kenneth Greve, direttore del Finnish National Ballet che lascerà a luglio dopo undici anni di direzione. Accusato di comportamento inappropriato, Greve ha già lasciato i ruoli manageriali della compagnia e fatto scuse ufficiali.

Per Greve un nuovo 'scandalo', dopo quello che all'inizio della sua carriera lo vide involontaria causa della rottura tra Nureyev e l'Opéra di Parigi. La compagnia, allora diretta dal russo, si ribellò infatti come un sol uomo alla decisione di Nureyev di inserire nei programmi della Maison in ruoli di etoile l'allora ventenne Greve.

 

 

08/04/2018

s.p.

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