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Pro e contro

Fine di un'era. Martins lascia il NYCB

Aperta la lotta alla successione al trono che fu di Balanchine

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NEW YORK Il 2018  inizia con una notizia attesa, che comunque segna un'importantissima svolta nella vita di una compagnia di prestigio mondiale.

Dopo le accuse di molestie e la conseguente indagine, ancora in corso, Peter Martins si è definitivamente dimesso dalla direzione del New York City Ballet, che guidava ininterrottamente dal 1984.

Al di là delle problematiche nella gestione della compagnia messe in luce dallo scandalo delle molestie – dalla cui accusa Martins si sta comunque difendendo energicamente - sul piano puramente artistico e culturale l'uscita di scena di Martins segna il definitivo taglio della tradizione diretta con i padri fondatori della compagnia, George Balanchine e Jerome Robbins.

Martins era entrato nel New York City Ballet come Principal dancer nel 1967 e alla morte di Balanchine ha affiancato Robbins nella conduzione del complesso, per poi proseguire da solo per oltre trent'anni, garantendo un rigoroso rispetto dello stile e della visione estetica che Balanchine aveva espresso con la creazione della troupe.

Negli anni Martins ha comunque cercato di garantire sviluppo e continuità creativa al NYCB invitando molti coreografi internazionali (tra cui gli europei Angelin Preljocaj e Mauro Bigonzetti), ma soprattutto incoraggiando talenti 'interni' come Christopher Wheeldon, Benjamin Millepied e recentemente Justin Peck.

E proprio questi ultimi due sembrano i nomi più papabili alla sua successione. A meno che nel Board non prevalga l'idea di preservare ancora 'in purezza' la tradizione balanchiniana e non si scelga l'outsider, ma pur sempre amatissima Suzanne Farrell, che di Mister B. fu celebre Musa e ha da poco chiuso l'avventura del Farrell Ballet a Washington.

Nella foto datata 1978 Martins Suzanne Farrell e George Balanchine insieme all'allora principal dancer Adam Luders (DM archyve)

 

02/01/2018

s.p.

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