Danza&Danza Web

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Pro e contro

Ziya Azazi "Dervish" al Ponchielli

tradizione e modernità

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CREMONA Rivolgere lo sguardo alle espressioni di danza tradizionale, sviscerarle, attualizzarle in forme nuove. È una tendenza che ha avuto, per esempio, uno dei suoi momenti importanti con la riproposta dello stile classico indiano kathak rimixato col contemporaneo nei lavori di Akram Khan e Aakash Odedra.

I dervisci rotanti, tuttavia, costituiscono confraternite religiose che nell’esibizione rotatoria rituale esprimono una forma di preghiera. Affrontare questo tema vuol dire calarsi in una atmosfera mistica ispirata alla filosofia sufi, un mondo appartato nel grande universo islamico. Se poi a questo aggiungiamo che il ruotare su se stessi è anche una pratica cui spesso si rivolgono i coreografi contemporanei, per esempio Alessandro Sciarroni, ecco che lo spettacolo “Dervish” di Ziya Azazi, danzatore turco dalla formazione molto articolata, si carica di molteplici interessi.

Perché il performer che si è esibito al Teatro Ponchielli di Cremona, e c’è da sperare sia presto ospite in altri teatri italiani, affronta con intelligenza e profondità il tema.

L’assolo si divide in due parti, e vuole essere un percorso iniziatico verso la conoscenza e la consapevolezza. La prima è intitolata “Azab”, la seconda “Dervisch in progress”.

Se tuttavia vogliamo osservare il lavoro di Azazi da un punto di vista più laico, dobbiamo osservare come le due parti siano anche un modo di avvicinarsi e di successivamente riflettere sulla tecnica rotatoria tradizionale.

Nella prima parte infatti il performer analizza, soppesa gli elementi della danza, afferra e sbandiera le gonne tipiche del costume del derviscio, esprime delle fantasie gestuali intorno ai simboli, arriva quasi alla immobilità, seduto a terra con un fascio di luce che lo illumina dall’alto.

Nella seconda parte eccolo nell’abito tradizionale: gonna ampia e lunga, casacca con i lembi incrociati sul petto di cui si libererà presto. Per chi ama la danza ipnotica dei dervisci questo è il momento più magico perché tutto è concentrato sulla rotazione. Azazi poi poco per volta si libera del costume e le diverse gonne che indossa l’una sull’altra si alzano e volano via dal capo come delle corolle impazzite e che vivono di vita propria. Un movimento sottolineato dal fascino della musica di Mercan Dede dove prevale il suono di una viola e della percussioni.

 

03/03/2017

Sergio Trombetta

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Pro e contro

"Act of mercy" di Antonello Tudisco

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NAPOLI Per la stagione “Stabile Danza” del Teatro Mercadante, il coreografo Antonello Tudisco. di Interno5, mette in scena un lavoro sulla ricerca della pietà nel tempo presente: "Act of mercy".

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FOG si allarga al DiD Studio con tre giovani proposte

IL 25 e 26 marzo con Giovanfrancesco Giannini, Collettivo Munerade e Salvo Lombardo

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MILANO Secondo appuntamento ideato da FOG 2019 in coproduzione con il DiD Studio di Ariella Vidach, partner prezioso del Triennale Teatro dell’Arte, per presentare al pubblico milanese alcune tra le più interessanti proposte della giovane danza italiana. In scen ala DiD Studio Fabbrica del Vapore il 25 e 26 marzo (dalle h.20) tre prime assolute all’insegna della ricerca. 

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"Sagra della primavera" e "Stabat Mater" di Edward Clug con il Balletto di Maribor

Al Sociale di Como il 29 marzo

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COMO Il Balletto del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor diretto da Edward Clug è ospite al Teatro Sociale di Como con un dittico tra sacro e profano firmato dal direttore. In scena Le sacre du printemps di Igor Stravinsky e lo Stabat Mater di Pergolesi, venerdì 29 marzo h. 20.30.

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What we are: piattaforma coreografica a Udine

Candidature entro il 7 aprile

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UDINE Scade il 7 aprile la open-call per la piattaforma coreografica What We Are rivolta ad autori e interpreti della scena contemporanea nazionale ed estera, in programma il 5 maggio al Teatro S. Giorgio di Udine, firmata dall’ADEB, Associazione Danza e Balletto, in collaborazione con Comune di Udine, CSS-Teatro Stabile di Innovazione F.V.G. e il nostro magazine. 

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