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Danza&Danza Web

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Pro e contro

Una Prospettiva di danza nel cuore della Puglia

A Bisceglie un progetto da incoraggiare

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BISCEGLIE Certo è strano pensare alla sontuosa Prospettiva Nevskij girovagando per le viuzze strette e antiche di Bisceglie. Qui non c'è la limpida logica neoclassica degli architetti italiani che fecero di San Pietroburgo il gioiello architettonico invidiato dal mondo. Qui c'è l'accumularsi della storia, su pietre dai colori rosati, che traslucono al tramonto o sotto la pioggia: e il magnifico romanico pugliese con i suoi intarsi di pietra che si ritrova negli arzigogoli e nelle luci delle feste patronali pronte ad accendersi ad ogni occasione religiosa o pagana.

Ma anche in questa vitalissima cittadina pugliese, l'evocazione della Prospettiva più amata delle letteratura calza a pennello. Perchè guarda lontano, e conduce i curiosi, come è capitato anche a noi, a incontrare artisti, e scoprire spazi che si possono animare di danza. Un gruppo di operatori e artisti 'visionari' impegnati a far si che il territorio – particolarmente felice per ciò che riguarda i talenti coreutici- possa iniziare a consolidare esperienze.

Una delle cose interessanti e che vanno sicuramente potenziate è il fatto che esiste una generazione di artisti che hanno acquisito visioni ed esperienze professionali anche internazionali e ora sono pronti a mettere in pratica modalità di formazione, promozione e collaborazione innovative. Per esempio Giulio De Leo, che dopo gli inizi con maestri pugliesi, è andato alla Grassi e poi alla Hochschule di Essen, ha collaborato con Sieni e coordinato la Biennale College del direttore toscano.

L'ideazione del progetto biennale Libero-Corpo, ospitato nella cittadina nelle attività del Teatro/sistema Garibaldi -diretto con charme affabulatore da Carlo Bruni- è significativa.

Selezionato un gruppo di studenti sul fare della professione, viene loro data l'opportunità di sperimentare il lavoro coreografico e la creazione con coreografi di diversa visione e linguaggio. Un training settimanale, ma soprattutto la pratica con professinisti veri che come dice Giulio " fa sperimentare cosa significa essere seriamente professionisti. E allora consente di capire se si hanno o meno gli strumenti tecnici fisici e psicologici per continuare".

Abbiamo così visto, tra il palcoscenico del bel teatro cittadino, il Garibaldi e l'antico Complesso di Santa Croce, le ragazze di Libero-Corpo affrontare l'esigente rigore compositivo dello stesso De Leo, ma anche la complessa struttura fisica di Simona Bertozzi, il misticismo poetico della danzatrice di Roberto Zappalà Maud de la Purification e la surreale dinamica dai tocchi fumettistici di Michele Di Stefano. Quattro spaccati diversissimi dell'attuale ricerca nella coreografia contemporanea italiana.

C'è poi chi, come Enzo Schiavulli- danzatore per il Ballet de Geneve e poi attivo in Francia- oggi tornato in Puglia applica da un lato le modalità di collaborazione tra centri didattici e professionali appresi dalla politica culturale francese e però ripensa alle proprie radici in spettacoli dove la potenza della terra si sente imponente anche nella musica etnica del gruppo U Munacidde.

E poi Domenico Iannone, ex danzatore classico, che ora, tra l'altro, si impegna in un diffuso lavoro di promozione e formazione del pubblico; e altri operatori e artisti che sentono la necessità di coordinarsi per dare organicità a un territorio fatto di enormi potenziali, come si diceva. Il tutto sotto e con la guida attenta del Teatro Pubblico Pugliese, la cui responsabile per la sezione danza, Gemma Di Tullio vigila e sprona. Insomma molta volontà. Da sostenere.

Nella sequenza di fitti appuntamenti di Prospettiva Nevskij 2017, aperti da un work in progress di Raffaella Giordano tornata alla danza e dai vincitori del Premio Equilibrio 2015 Cuenca-Lauro, si sono distinti anche i promettenti danzatori di Equilibrio Dinamico in un lavoro di Jiri Pokorny, la sensibilità nervosa di Maria Stella Tanzi, la razionale ma vibratile concettualità della marchigiana Maria Francesca Guerra e le sue danzatrici in dialogo con la chitarra elettrica di Simone Spinaci.

Ma soprattutto resta il forte ricordo di un caleidoscopio di inventiva e buona volontà, nella rigogliosa terra di Puglia nella quale del resto la danza pulsa da sempre nel sangue e nella cultura, arcaica e fascinosa.

 

 

11/05/2017

Silvia Poletti

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