decathlon
decathlon

Danza&Danza Web

Danza&Danza Web

Intervista

70 anni alla ricerca della bellezza e del senso della vita

Jiri Kylian, nel giorno del suo settantesimo compleanno

jiri_n.jpg

Un suo nuovo progetto avrebbe dovuto essere un piccolo film sulla Pantera Rosa e l'Ispettore Clouseau. Nel ruolo dell'ineffabile felino Sylvie Guillem; in quello del mitico poliziotto Sabine Kupfemberg. Avrebbe potuto far parte dell'ultimo spettacolo di Guillem, che aveva accettato l'idea entusiasta. Purtroppo, nonostante i buoni uffici di Julie Andrews, l'attrice moglie del regista cinematografico Blake Edwards detentore dei diritti della Pink Panther, ritardi nello svolgere le pratiche hanno costretto ad annullare la cosa. Almeno per il momento. Nello smartphone di Jiri Kylian c'è sempre una foto di Sabine con baffoni e trench, praticamente identica a Clouseau: “ E' straordinaria, in un secondo è riuscita a trasformarsi nel personaggio. Sono assolutamente affascinato da ogni aspetto della sua incredibile personalità e come dico sempre continuerò a lavorare con lei e su lei fino alla fine.”

Sabine come musa, il video come nuova forma di espressione. Maestro, ha deciso di lasciare la danza definitivamente?

Diciamo che oggi la cosa che mi interessa maggiormente è esplorare le possibilità espressive della compresenza di video e presenza dal vivo in scena. Mi affascina l'idea di un confronto diretto tra qualcosa che rimane immutabile nella sua apparenza e qualcosa che invece sta invecchiando momento per momento. E' un po' l'idea del confronto tra qualcosa che è già morto e qualcosa che sta vivendo. Così il nuovo progetto si basa su un dialogo fisico e teatrale di Sabine con la sua immagine registrata, seguendo l'impianto che ho usato recentemente in East Shadow. Qualcosa di schizofrenico e bizzarro, allo stesso tempo. Diciamo che ancora una volta esploro le cose che mi interessano di più:la velocità, il tempo, e l' invecchiare.”

Quando presenterà questo nuovo progetto?

In questa parte della mia vita voglio lavorare senza scadenze. Se ciò che realizzo mi piace allora lo mosterò, altrimenti andrà bene lo stesso. Ho vissuto sotto pressione per così tanto tempo! Ho iniziato a dirigere il Nederland Dans Theater a 26 anni. E' stato un lavoro appassionante e faticoso, che ho imparato a fare giorno dopo giorno.Ma che quando penso di aver bene appreso non avevo più le energie e la passione per farlo. Ora ho deciso di essere libero.

Ma c'è sempre il lavoro della Fondazione Kylian. Come è strutturato?

Oggi esiste la Fondazione con sede a l'Aja e Praga e la Kylian Productions che segue la parte 'commerciale' del mio lavoro. Tutti i proventi di entrambe sono frutto del mio solo lavoro. Non devo chiedere a nessuno, anche se naturalmente esiste un board con il quale discutere le scelte e le strategie. Mi sento finalmente indipendente.

Quando vede i suoi lavori danzati da diverse compagnie quali sensazioni prova? Penso alla sorpresa di Petite Mort danzata in maniera molto energetica dall'Alvin Ailey Dance Company...

La cosa è complicata. Io non viaggio in aereo e quindi chiedo ai miei collaboratori di valutare la qualità e lo stile delle compagnie internazionali che mi chiedono un balletto. Probabilmente qualche volta funziona, qualche altra no. Sarebbe più facile dire no. Ma preferisco condividere le mie opere con altri e vedere come vi si relazionano. Sui titoli, specie quelli del mio primo periodo, faccio però molta attenzione. Alcuni ormai sono datati, vederli ancora in scena mi metterebbe in imbarazzo. Ma il messaggio di altri mi sembra ancora potente. Come Soldiers'Mass: oggi come ieri essere un soldato comporta un peso morale terrificante. O Symphony of Psalms, con la sua esplorazione del rapporto tra l'essere umano e il divino.”

Crede che sia importante avere un solido legame con una tradizione per evolvere come autore?

Penso soprattutto che la danza per esistere debba avere bisogno di una 'ragion d'essere', qualunque sia l'estetica con cui si mostra. Sono fiducioso, ma oggi c'è un problema non da poco. Quando ho iniziato a coreografare sulla scena mondiale c'erano grandi autori, così diversi tra loro per filosofia e tecniche: Cunningham e Béjart, Balanchine e Graham... Ora, forse anche a causa della globalizzazione e delle tecnologie che permettono di vedere tanto in tutto il mondo molti lavori si somigliano. Essere informati è una buona cosa, ma dovere del creatore è guardare in sé stesso e trovare qualcosa di sostanziale, da poter essere condiviso con gli altri.

Vede troppa omologazione nella danza ipertecnicista o iperconcettuale?

Vedo soprattutto che ci sono troppi coreografi. Non voglio stigmatizzare nessuno, ma è vero che troppe cose sembrano essere attinte dallo stesso bacino. Ma è solo una fase. Ben presto le persone capiranno che l'individualità è una cosa molto, molto, molto importante. E se riesci a guardare dentro di te troverai cose che ti metteranno in connessione con gli altri. Ma tutto questo deve venire da una fonte interiore. Non esteriore.” 

Da Danza & Danza 267, marzo/aprile 2016

foto di apertura di Anton Corbijn

21/03/2017

Silvia Poletti

Stampa l'articolo Torna indietro

News

Sieni omaggia Bill Viola con la cerimonia degli abbracci

A Palazzo Strozzi a Firenze in occasione della mostra sull'artista americano

mistica_virgilio_sieni_palazzo_strozzi_e_cango.jpg

FIRENZE. Due eventi a cura di Virgilio Sieni e con i partecipanti dell'Accademia del Gesto nello spazio di Palazzo Strozzi, per celebrare il genio di Bill Viola. 

Continua a leggere...

>

News

Royal Ballet al cinema in "Jewels" di Balanchine

Martedì 11 aprile in diverse sale italiane

jewels._alexander_campbell_ryoichi_hirano_and_edward_watson_in_jewels._roh_bill_cooper_2013.jpg

LONDRA Continua su oltre 1500 schermi cinematografici di tutto il mondo la stagione 2016-2017 del cartellone della Royal Opera House di Londra al cinema, con la proiezione degli spettacoli dal prestigioso palcoscenico di Covent GardenMartedì 11 aprile in diretta via satellite alle ore 20.15 (elenco sale su www.nexodigital.it) va in scena Jewels, l’evocativa produzione di The Royal Ballet che rappresenta una dichiarazione d’amore per il balletto classico da parte del coreografo americano George Balanchine.

Continua a leggere... 

 

>

News

Tra grandi classici e contemporaneo: l'Accademia della Scala in scena

Dal 6 al 9 aprile al Teatro Strehler

paquita_foto_di_luca_condorelli.jpg

MILANO Dal 6 al 9 aprile 2017 la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala si esibisce nella sala del Teatro Strehler nell’annuale spettacolo istituzionale, che mette alla prova i giovani allievi nell’interpretazione di note coreografie dei grandi maestri della tradizione classica e dei più interessanti esponenti della scena contemporanea.

Continua a leggere...

>

News

Ironia e bravura per il talento dei BalletBoyz

La tournée italiana di Life si conclude a Vicenza e Verona

balletboyz_life._fiction_credit_tristram_kenton_3_.jpg

VICENZA. La compagnia al maschile diretta da Nunn & Trevitt è tornata in Italia e dopo le tappe di Ravenna e Mestre conclude un tour caratterizzato da divertimento e entusiasmo

Continua a leggere...

>